In questa guida, analizzeremo le differenze tra Amazon Echo / Alexa vs Google Home / Nest e Google Assistant. I termini smart speaker e altoparlanti intelligenti sono ormai sulla bocca di tutti. Ma se non ne sai nulla a riguardo, non temere. Qui sotto troverai una piccola introduzione su questi dispositivi e vedremo quali sono i criteri fondamentali che dovrebbero guidare la scelta tra i due ecosistemi.
Faremo, in seguito, un confronto, a livello operativo, tra gli assistenti vocali Alexa e Google Assistant. Quindi, approfondiremo le differenze tra i dispositivi “fisici” Amazon Echo vs Google Home (o meglio ormai Nest Audio), oltre che Amazon Echo Dot vs Google Nest Mini e gli smart display Echo Show e Nest Hub.
Questa guida è stata una delle prime sull’argomento in Italia e ci impegniamo per aggiornare costantemente il suo contenuto. Dai anche un’occhiata alla nostra guida Nest Audio vs Echo 4 generazione se stai cercando il confronto specifico dei due speaker.
Indice:
- Cos’è uno smart speaker: una panoramica
- Come scegliere tra Alexa o Google Assistant e Amazon Echo o Google Home?
- Alexa vs Google Home: le differenze tra i due assistenti
- Differenze tra Amazon Echo e Google Home/Nest: hardware
- Amazon Echo Dot o Nest Mini?
- Meglio Alexa o Google: quale smart display scegliere
- Google Home vs Alexa: in sintesi
Cos’è uno smart speaker: una panoramica
Uno smart speaker è uno dispositivo che, a differenza di uno speaker Bluetooth, si connette al WiFi domestico e presenta al suo interno un software che è in grado di recepire comandi vocali e rispondere/reagire di conseguenza.
Quest’intelligenza artificiale contenuta al suo interno, si presenta sotto forma di ciò che chiamiamo assistente vocale o virtuale, compagno digitale già ampiamente utilizzato nei nostri smartphone, tablet e PC (Google Assistant, Siri, Cortana, ecc).
Dunque, l’assistente virtuale rappresenta il cuore e cervello dello speaker e ciò che gli consente di capire l’utente e compiere le azioni richieste.
Assistente vocale vs smart speaker
Quando considererai l’acquisto di uno speaker, a parte le caratteristiche tecniche, il principale elemento che dovrai valutare sarà proprio l’assistente vocale integrato nello stesso, in quanto le funzionalità dipenderanno da questo.
Google Home, Nest Audio ed il resto della linea Nest si basano su Google Assistant mentre Amazon Echo e il resto della gamma si basano sul software Alexa.
Ma non solo, questi assistenti sono integrati anche in altre casse e dispositivi terzi (vedi Sonos One o Bose Home Speaker, per esempio).
Come scegliere tra Alexa o Google Assistant e Amazon Echo o Google Home?
Per chiunque si stia avvicinando al mondo della smart home, la domanda sorge dunque spontanea: Google Home o Amazon Echo? Innanzitutto, oggettivamente non può esserci un vincitore, perlomeno non in tutti gli aspetti.
Ecco gli elementi che dovrai valutare prima dell’acquisto:
- L’utilizzo che vuoi fare dello smart speaker e le tue priorità: vuoi utilizzare lo speaker principalmente per ascoltare musica? Oppure per ricercare informazioni e facilitare la vita di tutti i giorni? Oppure come hub per la tua smart home e quindi per controllare i dispositivi compatibili come luci, termostati, condizionatori, serrature ecc.?
- L’ecosistema, i prodotti e i servizi che utilizzi quotidianamente: fai uso prevalentemente di prodotti e servizi Google (e.g. Google Chromecast, Google Calendar, Youtube, ecc.) o sei un avido shopper e fan di Amazon (membro Amazon Prime, utente di Audible, Kindle, Fire TV Stick, Prime Video, o Amazon Music)? Utilizzi prodotti e servizi compatibili con Google Home o con Alexa o con entrambi (Spotify, ecc.)? La compatibilità sarà una leva essenziale per la tua scelta.
Alexa vs Google Home: le differenze tra i due assistenti
Come abbiamo già detto, la differenza più importante ed evidente tra Google Home ed Amazon Echo, risiede nell’assistente vocale di cui fanno uso.
Le funzionalità base di ogni smart speaker
Entrambi gli assistenti permetteranno di usufruire delle funzionalità basiche di un assistente vocale/smart speaker. Come per esempio:
- Ricercare informazioni sul web, dal meteo al traffico, dalle curiosità e ricette alle notizie in tempo reale.
- Gestire il tuo calendario, i promemoria, la lista della spesa e delle attività da svolgere e settare timer e sveglie.
- Riprodurre musica ed altri contenuti multimediali.
Per quanto riguarda queste attività, la differenza tra Alexa e Google Assistant non sta tanto nel cosa sanno fare, ma nel come lo fanno. O su quali servizi (radio, streaming, ecc.) si appoggiano. Google Assistant, per esempio, sarà a suo agio con il proprio ecosistema, anche se non sempre eccelle rispetto ad Alexa (per esempio la gestione del calendario è ancora una nota dolente per molti).
Se vuoi approfondire sulle funzionalità di ognuno dai un’occhiata ai comandi Alexa e all’articolo dedicato su cosa chiedere a Google Home.
Cosa c’è da sapere della sfida “Google vs Alexa” nel campo della smart home
L’aspetto più interessante di questi speaker intelligenti è la capacità di aiutarci nella vita domestica. Saremo in grado di controllare, esclusivamente tramite la voce, i dispositivi smart (laddove compatibili) che abbiamo in casa.
Prese smart ed interruttori intelligenti, luci WiFi, serrature smart, termostati WiFi, robot lavapavimenti, robot lavavetri, robot aspirapolvere, videocitofoni WiFi, telecamere, elettrodomestici come televisori, asciugatrici, lavasciuga, lavatrici, sistemi audio e sistemi di sicurezza e così via.
Non solo, dipendendo dalle piattaforme e servizi di terze parti che supportano, saranno in grado di svolgere per noi una serie di azioni impensabili. Anche eseguire chiamate o inviare messaggi.
Basta pensare che negli USA, questi smart speaker vengono utilizzati per ordinare taxi, cibo a domicilio ed eseguire ordini e-commerce (in realtà con Alexa è possibile effettuare ordini su Amazon). È possibile addirittura “domotizzare” la propria auto grazie a Echo Auto, arrivato anche in Italia nel 2020.
Dunque, per quanto riguarda la domotica e smart home, la differenza sostanziale tra Amazon Alexa e Google Assistant sta nei servizi, dispositivi, piattaforme e brand supportati.
Durante la fase d’acquisto, quindi, dovrai passare a rassegna questi, domandandoti se ciò che possiedi (o conti di acquistare) sia compatibile con lo smart speaker scelto. Aiutati con le nostre liste dei dispositivi compatibili con l’assistente di Amazon e quelli compatibili con Google Assistant. Ormai tutti i prodotti connessi riportano l’etichetta “compatibile con x” sulla confezione o nella pagina prodotto se acquisti online.
Ricordiamo, comunque, che nel caso di dispositivi non direttamente compatibili con Google Home o Amazon Echo, si possono utilizzare degli intermediari come Broadlink o IFTTT in grado di connettere questi smart speaker con altri brand (se supportati).
Un amico “sotuttoio”? Google Assistant migliore di Amazon Alexa
Per quanto riguarda l’assistenza vocale e l’intelligenza del software, Google Assistant è visibilmente in vantaggio.
Alexa effettua le sue ricerche sul motore Bing e basa le sue risposte principalmente su Wikipedia.
Al contrario, Google Assistant gioca le sue carte su un territorio più vasto, fornendo risposte più complete ed esaurienti. Non a caso, utilizza a suo favore la sua indiscussa esperienza nel campo delle ricerche, coltivata per anni e anni.
A chi chiediamo continuamente i nostri quesiti se non a Google?
Ovviamente, se la domanda è inerente allo shopping e alle caratteristiche di determinati prodotti, Alexa ci vede molto più chiaro. Amazon non può certo farsi scappare l’opportunità di aiutare un potenziale cliente. Infatti sarà possibile navigare nel catalogo amazon.it e aggiungere prodotti nel carrello per poi acquistarli.
Una conversazione più naturale per Google Assistant
Altro punto a favore per Google Home è la fluidità e la naturalezza della conversazione.
La voce di Alexa può sembrare più naturale. Inoltre, la maggior parte dei dispositivi in cui è integrata è in grado di sentire l’utente meglio, rispetto a Google Assistant, in situazioni rumorose o disturbate da altri suoni (anche se, in realtà dipende dal modello di smart speaker che si sceglie e quanti microfoni sono integrati al suo interno).
Tuttavia, possiamo dire che Google sa comprenderci meglio. Con Alexa, dovremmo imparare ad esprimerci in una determinata maniera, stare attenti alla pronuncia o utilizzare specifici vocaboli o determinate sequenze di termini per far sì che ci comprenda.
Non un grosso problema, una volta che ci familiarizziamo. Tuttavia, Google sa andare un pelino oltre ed elaborare meglio le nostre domande.
Non dobbiamo preoccuparci più di tanto su come ci esprimiamo e, a poco a poco, esso sarà in grado di personalizzare ed ottimizzare le risposte.
Se fino a poco tempo fa Google aveva un vantaggio netto sul tema personalizzazione (soprattutto in caso di diversi utenti), è anche vero che Alexa ha fatto dei passi da gigante negli ultimi anni, contribuendo ad un’esperienza d’uso più su misura dell’utente.
Google è ancora molto avanti se lo si utilizza in lingua inglese: pensiamo, per esempio, alla conversazione continua che non ha bisogno di follow-up e di ripetere “OK, Google” ogni volta. Oppure della possibilità di far eseguire due comandi vocali contemporaneamente. Per esempio, “accendi la luce e spegni la sveglia”.
Infine, probabilmente di minima importanza, Google Home potrebbe captare di meno i falsi richiami (ovvero quando lo smart speaker si “sveglia” senza la reale intenzione dell’utente). Questo perché l’espressione che attiva lo smart speaker è di un solo termine e facilmente equivocabile per Alexa (Alexa, Amazon, Echo o Computer). Al contrario, si compone di due vocaboli per Google (Hey Google, OK Google).
C’è comunque da dire che ci sono alcune funzionalità dove Alexa si comporta meglio in italiano, come la modalità sottovoce. Una volta attivata ci permetterà di sussurrare la richiesta e ricevere una risposta sussurrata (utile di notte, per esempio).
Lo stesso vale per la velocità: per esempio è possibile chiedere ad Alexa di parlare più piano o più veloce (“Alexa, parla più piano”).
Un amico maggiordomo? Amazon Alexa migliore di Google Assistant
Abbiamo detto che l’intelligenza di Google spesso supera Alexa, più che altro quando si parla di ricerche di informazioni.
La loro performance nello svolgimento delle varie attività basiche può comunque definirsi equa.
C’è però da dire che Alexa ed Amazon Echo rimangono regina e re del mercato globale degli smart speaker. Almeno quando si parla di Smart Home.
Grazie alla più lunga presenza sul mercato e i continui aggiornamenti, Alexa è infatti diventata una presenza irrinunciabile nelle case di lingua anglofona, e, ormai, anche italiana.
Google Home si associa direttamente ai dispositivi e servizi compatibili per compiere le sue “actions”. Invece, Amazon Alexa si baserà sulle cosiddette “skill” (dall’inglese “competenze”), da ricercare ad attivare tramite l’app (per esempio skill Philips Hue per le luci e così via).
Le skill di Alexa, grazie anche al supporto degli sviluppatori esterni e al suo ecosistema aperto, aumentano ogni giorno.
Più funzioni e collaborazioni per Alexa
Per quanto riguarda le skill/actions, i due assistenti vocali se la giocano in maniera equa in alcuni settori. Tuttavia, nel comparto domotica, Alexa presenta una superiorità, non solo a livello globale, ma, ormai anche locale.
La sua versatilità non è dunque da sottovalutare. Questo ci porta a preferire, nel lungo termine, Amazon Echo a Google Home. Soprattutto se la priorità dell’utente è il controllo smart della tua casa e dei suoi elementi. Inoltre, la gestione dei dispositivi smart e la configurazione è semplice in entrambi gli ecosistemi ma Alexa ha una marcia in più dal punto di vista dell’usabilità.
Senza dubbi, entrambi sono compatibili con i maggiori player della smart home come Philips Hue, D-Link e così via. Stesso discorso vale per servizi di intermediazione come IFTTT. In realtà, considerando il mercato italiano. negli ultimi 2 anni, entrambi le aziende hanno raggiunto un ottimo livello di compatibilità.
A favore di Amazon, c’è la possibilità di acquistare smart speaker che hanno l’hub Zigbee integrato (Echo 4, Echo Studio o Echo Show 10), mentre Google non offre nulla di simile in Italia.
Differenze tra Amazon Echo e Google Home/Nest: hardware
Vediamo ora quali sono le principali differenze tra Amazon Echo e Google Home lato hardware e a livello tecnico.
I fattori da considerare per valutare gli altoparlanti di entrambe le gamme sono la qualità audio, il design e il prezzo.
Gamma Echo vs gamma Nest
Sia Amazon Echo che Google Home/Nest propongono più prodotti all’interno della stessa linea. La gamma di Amazon è decisamente più vasta con prodotti per tutte le necessità.
Quando parliamo di Amazon Echo e Google Home, ci riferiamo all’Echo di 4 generazione e a Google Nest Audio (che ha del tutto sostituito il vecchio Google Home), i modelli “standard” di fascia prezzo media (circa 100€).
Se si cercano i vantaggi dell’assistenza vocale ma con spesa e qualità audio inferiori, si può optare per le versioni mini (Amazon Echo Dot o Echo Pop o Nest Mini).
Allo stesso modo, se si è disposti a spendere per una qualità audio superlativa, si può optare per Echo Studio dato che Google Home Max non è (mai) arrivato in Italia. Echo Studio, come l’Echo di 4 gen integra anche un hub Zigbee per la domotica.
Infine, se vogliamo uno smart display (per videochiamate per esempio), possiamo scegliere tra Echo Show 10, Echo Show 5, Echo Show 8 oppure Google Nest Hub 2.
Confronto Amazon Echo-Google Home/Nest Audio: qualità audio
Per l’aspetto audio c’è da fare un’importante premessa. Se sei amante della musica e stai cercando uno speaker che si sostituisca a un impianto audio con prestazioni molto elevate, potresti rimanere deluso. In quel caso, il consiglio è di optare per altri speaker, magari da integrare tramite Bluetooth con Amazon Echo o Google Home / Nest.
Se vuoi utilizzare questi altoparlanti intelligenti, tra le altre svariate cose, per ascoltare musica per un ascolto quotidiano, allora sono ideali. Le differenze tra Echo 4 e Nest Audio sono comunque lievi in termini di qualità audio.
Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, Echo 4 integra un woofer da 76 mm e 2 tweeter da 20 mm contro il woofer da 75 mm ed un tweeter da 19mm di Nest Audio. Dunque la cassa di Echo offre un suono più potente e volume più alto. Nest Audio presenta però una resa più bilanciata e suono leggermente più pulito.
Per quanto riguarda il resto della linea, sull’audio vince Amazon dato che offre Echo Studio ad un prezzo niente male, mentre Google non propone ancora nulla di equivalente in Italia.
Un altro punto a favore di Echo è la presenza in tutti i suoi speaker dell’uscita jack audio da 3,5mm, feature non presente nella linea Nest.
Design
Il design è sicuramente l’elemento più soggettivo. Se consideriamo sempre i modelli standard dei due brand, entrambi hanno un aspetto elegante, poco invadente e adatto a ogni tipo di arredamento.
Lo speaker di Google si presenta come un parallelepipedo rivestito in tessuto e con base in gomma dai bordi arrotondati. I colori disponibili sono grigio chiaro e grigio antracite.
Lo speaker classico di Alexa, invece, ha una forma sferica, la base è in gomma ed è anch’esso rivestito in tessuto. Anche in questo caso i colori disponibili sono limitati: antracite, ceruleo e bianco ghiaccio.
Google Home vs Amazon Echo: prezzo
E arriviamo alle differenze che possono influire sul nostro portafogli. Parliamo di prezzo.
Al momento del lancio, Google Home presentava un prezzo molto più alto di Echo (149€ vs 99€). Tuttavia, da qualche mese, il prezzo di listino è stato abbassato per competere con il colosso di Jeff Bezos.
Dunque al momento, il prezzo dei due dispositivi è uguale.
Se consideriamo il resto della linea, Amazon offre soluzioni a partire da 29,99€ (fino a 249,99€), Google invece parte da 59€ (fino a 129€).
Amazon Echo Dot o Nest Mini?
Come anticipato, le versioni mini sono adatte per chi non ha tantissime pretese in termini di audio ma vuole sfruttare appieno le potenzialità di uno smart speaker.
Dallo streaming multimediale alla gestione del tempo, dalle domande quotidiane fino al controllo di ciò che succede nelle quattro mura.
Le funzionalità, quindi, rimarranno le stesse delle versioni standard.
La differenza sostanziale sta nell’attrezzatura tecnica, nella potenza del suono e nelle dimensioni dello speaker.
Inoltre, è possibile acquistare uno o più di questi prodotti come vere e proprie estensioni del nostro smart speaker (da posizionare in camere o piani diversi, per esempio).
Mentre Echo Dot presenta dei pulsanti fisici sulla parte superiore per il volume, per disattivare il microfono o attivare manualmente Alexa, Nest Mini presenta i comandi per il volume sotto il tessuto ai lati del dispositivo (le luci si illuminano se l’utente si avvicina). Il pulsante per disattivare il microfono è invece sul retro. Nest Mini può inoltre essere appeso a muro, grazie all’apposito foro.
In termini di audio, l’attrezzatura è abbastanza simile (driver da 40mm) e possiamo dire che anche nelle prestazioni si equivalgono.
Meglio Alexa o Google: quale smart display scegliere
Un’ultima considerazione va fatta su un’altra funzionalità che sta prendendo sempre più piede nel mercato degli smart speaker.
Il controllo vocale ha infatti eliminato il contatto fisico e la necessità di avere un supporto visivo.Tuttavia, le esigenze degli utenti sono in continua evoluzione e il colosso di Jeff Bezos ha colto la palla al balzo. E lo ha fatto integrando Alexa in smart speaker che possono definirsi smart display, proprio perché dotati di display.
Una funzionalità molto utile se si vuol seguire una videoricetta, effettuare una videochiamata o guardare film, serie tv e video.
Se per qualche anno il vantaggio è stato di Amazon, adesso anche Google sta dominando il settore grazie a Google Nest Hub (e Hub Max negli USA). Il mercato cresce ancora di più e soprattutto Amazon ha concentrato i suoi sforzi in questa direzione. Sono intatti stati lanciati (e rinnovati) Echo Show 5, Echo Show 8 ed Echo Show 10, dando all’utente l’opzione di scegliere il formato più adatto alle proprie esigenze (5″, 8″ o 10 pollici).
Se analizziamo le differenze tra gli smart display Google e Alexa, c’è da dire che, mentre il Nest Hub (2a gen) non integra una videocamera per motivi di privacy, gli Amazon Show puntano invece tanto sul comparto videocamere e videochiamate (non solo tra Echo ma anche via Skype). Tali videocamere presentano un pulsante copri-telecamera per la privacy.
Per esempio, l’Echo Show 8 presenta l’inquadratura e zoom automatico e lo Show 10 aggiunge a questo anche una base motorizzata che è in grado di seguire letteralmente l’utente (utile anche quando si stanno visualizzando video mentre si fa altro). Il Nest Hub permette comunque le chiamate – via Google Duo – ma naturalmente, non essendoci la videocamera, l’utente non potrà farsi vedere.
In quanto ad altre differenze, sia Nest Hub che gli Show supportano Netflix ma solo il dispositivo Google vanta la compatibilità nativa con Youtube, oltre che una maggiore compatibilità con i servizi di streaming (Disney+, Infinity, ecc.). Allo stesso modo, il monitoraggio del sonno (se messo sul comodino) e l’air gesture sono esclusive di Nest.
Echo offre la possibilità di utilizzare il browser Amazon Silk, Nest no. Infine, Nest Hub utilizza Google Photos per mostrare le foto (cornice digitale), mentre gli Show si integrano con Prime Photos.
Puoi consultare la tabella comparativa Echo Show vs Nest Hub qui sotto per maggiori informazioni.
Google Home vs Alexa: in sintesi
Meglio Alexa o Google Home? Come abbiamo visto le differenze sono sottilissime su alcuni aspetti, un po’ più vistose su altre. Adesso che hai degli elementi per la tua comparazione la prima domanda da porti è Amazon Alexa o Google Assistant? Solo dopo, potrai orientarti sull’hardware e scegliere un dispositivo della gamma Nest o Amazon Echo.
In sintensi, Google Home/Nest è consigliato per:
- chi usufruisce quotidianamente dell’ecosistema Google (per esempio, Google Chromecast, Google Photos, Youtube, ecc.).
- chi vuole utilizzare lo smart speaker per la ricerca di informazioni sul web e facilitarsi la vita di tutti i giorni (calcolo percorso, traffico casa-lavoro, ecc.).
- chi desidera una conversazione più naturale ed un’interfaccia evoluta
- chi vuole utilizzare lo smart display in camera da letto (Nest non ha videocamera e presenta funzione di monitoraggio del sonno)
Amazon Echo è invece consigliato per:
- il controllo della smart home e per chi desidera controllare con la voce tutti gli aspetti della vita domestica e non solo (ricordiamo che alcuni dispositivi Alexa integrano anche l’hub Zigbee)
- chi vuole utilizzare lo speaker per fare shopping e chi è ben integrato nell’ecosistema Amazon (shopping, Prime, Amazon Music, Amazon Photos, Audible, Fire TV Stick e così via).
- chi vuole più funzionalità e versatilità, dalle più utili a quelle più divertenti (giochi, quiz, ecc.)
- chi vuole utilizzare uno smart display per le videochiamate
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