Ora Alexa capisce il linguaggio dei segni grazie a questa app

Il mercato degli smart speaker sembrava aver trascurato chi, purtroppo, è affetto da sordità. Un problema dalla duplice faccia. Da un lato questi dispositivi non sono infatti in grado di comprendere un linguaggio che non sia vocale e, dall’altro, la voce degli assistenti vocali non può essere udita da chi è affetto da questa invalidità. Da oggi però. grazie al lavoro di uno sviluppatore, Alexa capisce il linguaggio dei segni. Una notizia rivoluzionaria, che renderà questa tecnologia davvero alla portata di tutti.

Uno sviluppatore davvero creativo o, meglio, geniale

Stiamo parlando di Abhishek Singh, sviluppatore divenuto famoso per aver portato la realtà aumentata nel celebre format videoludico di Super Mario Bros. Dopo un duro lavoro di ricerca, il buon Abhishek ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: una app che, tramite una telecamera, capisce il linguaggio dei segni e li comunica vocalmente ad Amazon Echo e, la risposta di questo, viene immediatamente trascritta per una facile lettura. Chi è affetto da sordità potrà dunque comunicare con l’assistente vocale utilizzando solo mani ed occhi. Proprio così: Alexa capisce il linguaggio dei segni e questa notizia è davvero straordinaria.

Perchè questa notizia è importante

Gli smart speaker stanno entrando in sempre più case e, pian piano, ne stanno diventando fulcro e punto di riferimento. Questo discorso è naturalmente più valido in alcuni paesi (v. USA dove verrà lanciata l’app) rispetto ad altri, dove il mercato è ancora in fase embrionale (Italia). Una tecnologia così importante – afferma Singh – non può lasciare indietro individui che, per esempio, non possono parlare o ascoltare. Anzi, la tecnologia dovrebbe venirgli incontro e mettersi al loro servizio.

 

Come è stata sviluppata l’app

Per sviluppare l’app Singh ha utilizzato la famosa piattaforma di machin learning chiamata Tensorflow, allenando l’AI a collegare parole a determinati segni tramite una semplice webcam. Dopo ha integrato le capacità di Google di convertire il testo in parole, et voilà!

Ovviamente questa soluzione può risultare “macchinosa”. Infatti stiamo parlando di un traduttore che comunica ad un altro per ottere un normale flusso di conversazione uomo-macchina. Proprio per questo motivo, Singh ha reso il codice dell’app open source, in modo da poterlo migliorare nel tempo e renderlo sempre più smart e funzionale.

Il passo successivo sarà quello di implementare questa tecnologia su smart speaker come Echo Show, in modo da “superare” il bisogno della tecnologia terza sviluppata da Singh. Infatti, grazie alla telecamera integrata, Echo Show potrebbe essere in grado di capire il linguaggio dei segni senza intermediari. Singh stesso afferma che avrebbe voluto integrarlo direttamente ma, al momento, non è risultato possibile hackerare il sistema.

 

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